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EPISODIO 1 di “Come scrivere una tesi di laurea”. Il punto di partenza

EPISODIO 1 di “Come scrivere una tesi di laurea”. Il punto di partenza

Scrivere una tesi di laurea significa portare a termine un percorso che costituirà la fine di una vita e l’inizio di una nuova, più ricca di esperienze sul campo. Una tesi di laurea è un saggio in cui si esprime il proprio punto di vita su una questione, è un lavoro di ricerca empirico che si basa sull’osservazione sul campo e sulla sintesi di tutti i risultati. E’ uno scritto che rimarrà nel curriculum, nel bagaglio culturale, nel modo che si ha di vedere le cose. Può essere un punto di forza in sede di colloquio (ah, lo sa che io ho analizzato proprio questo fenomeno? Sono interessato/a al settore e ho deciso di approfondire; sono appassionato di (marketing?) e ho deciso di analizzare…), un modo per mettersi in gioco sviluppando capacità di analisi, di relazionarsi con gli altri (organizzare un focus group o condurre interviste non è proprio una passeggiata). É importante avere le idee chiare.

Pertanto, prima di cominciare a scrivere la tesi, bisogna fare chiarezza sui seguenti 4 punti:

  • Il macro-tema di riferimento (qual è la materia, qual è l’area nello specifico che si vuole analizzare, quale fenomeno);
  • Avere una domanda di ricerca, e quindi chiedersi il perché di un determinato fenomeno;
  • Avere o cercare un caso empirico di studio, un campione, un database di analisi che si vuole approfondire (ho deciso di analizzare il Caso di XXX, voglio analizzare questo database perché ho intenzione di, voglio fare un questionario a questo campione di persone perché);
  • Avere gli strumenti (qualitativi e/o quantitativi) per raccogliere i dati ed analizzarli (so come voglio analizzare questi dati? Ho qualche conoscenza? Sono più bravo a fare ricerca qualitativa o quantitativa?)

Affrontiamo nel dettaglio ogni punto.

1. IL MACRO-TEMA DI RIFERIMENTO

Sono tantissimi i temi a cui si può far riferimento per scrivere una tesi, ed è sufficiente leggere delle riviste specializzate per farsi un’idea dei trend principali in un determinato periodo storico. Che si tratti di tecnologie, di Millennials, di strategie di marketing, o di argomenti lontani dal tema di questo blog, è necessario raccogliere qualche materiale per trovare una prospettiva nuova di analisi. É un po’ come farsi venire il colpo di genio e dire: ma questa cosa non l’ha ancora detta nessuno? Questa prospettiva non l’ha ancora adottata nessuno?

Trattandosi di una tesi (triennale o specialistica), non si è tenuti a scrivere una cosa totalmente rivoluzionaria e innovativa per l’umanità, ma provare ad essere originali è il primo passo per scrivere la propria tesi con un pizzico di passione. In sintesi però, si deve:

  • Leggere articoli su riviste (non in ordine di importanza si ricordano Il Sole 24 Ore, Business Insider, Mark Up, Harvard Business Review, The Economist, ecc.) o quotidiani;
  • Leggere dei libri recenti (di marketing o relativi ad un settore, fenomeno, purché siano accreditati);
  • Leggere degli articoli scientifici (per una lettura facile si possono trovare contributi su Google Scholar, la banca dati online di Google);
  • Riflettere su dei temi già letti o affrontati durante i corsi (vedere slide, libro di corso, chiedere al professore di riferimento maggiori informazioni, sviluppare una curiosità su un tema che appassiona).

2. DOMANDA DI RICERCA

Se non si ha una domanda di ricerca, è necessario trovare un argomento interessante di studio e capire se si vuole esplorare un fenomeno nuovo (scopo della ricerca qualitativa) o dimostrare l’esistenza di relazioni tra fenomeni (scopo della ricerca quantitativa). In tal caso, nella ricerca qualitativa si può far riferimento a casi di studio, interviste, focus group, mentre nella ricerca quantitativa a questionari (online o somministrati di persona). In sintesi bisogna:

  • Chiedersi perché e come;
  • Chiedersi in che misura;
  • Chiedersi se e come.

3. TROVARE UN CASO EMPIRICO

Per iniziare con l’osservazione sul campo, è necessario trovare il caso empirico di studio. Con la locuzione Caso di Studio mi riferisco più ampiamente all’oggetto di studio. Se l’intenzione è quella di analizzare un caso aziendale, è necessario trovare un contatto diretto con una risorsa interna all’azienda che possa rendersi disponibile per una intervista, un focus group o più incontri.

Se si tratta di interviste multiple per chiarire un fenomeno o una prospettiva, bisogna capire se si vogliono intervistare impiegati (e in questo caso è necessario trovare più contatti disponibili) oppure consumatori (e in quel caso decidere a chi riferirsi, come e perché). La stessa logica vale per i focus group.

Se si vuole sottoporre un questionario, bisogna capire se il target di riferimento (giovani, adulti, donne, uomini, anziani, lavoratori, studenti e così fino all’infinito) è facilmente raggiungibile oppure se si dispone dei mezzi giusti (capacità di diffusione tramite social network, a mano, di persona, in strada o ovunque).

Avendo chiaro il tipo di analisi (qualitativa o quantitativa) e cosa si vuole osservare sul campo, si può procedere con la ricerca degli strumenti. In sintesi:

  • Trovare il caso di un’azienda, startup, multinazionale, PMI ecc. di interesse;
  • Trovare persone interessante a partecipare ad interviste o focus group;
  • Capire come impostare un questionario o come trasmetterlo.

4. GLI STRUMENTI PER PROCEDERE

Parlare di strumenti, ovvero di attrezzi del mestiere, significa parlare di tutti i metodi che vengono utilizzati per fare le analisi. Software per sottoporre questionari (qualtrics, surveymonkey, google ecc), capacità di trascrivere le interviste e prendere annotazioni, capacità di analizzare dati qualitativi (a mano, con i software come NVivo o Atlas.ti) o dati quantitativi (con grafici, excel, SPSS ecc.). In sintesi:

  • Capire quali software/mezzi si vogliono usare;
  • Scaricare o imparare ad usarli.
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