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EPISODIO 3 di “Come scrivere una tesi di laurea”. Fare ricerca

EPISODIO 3 di “Come scrivere una tesi di laurea.” Fare ricerca.

Dopo aver impostato il lavoro di tesi, è importante iniziare a fare ricerca. Dagli episodi precedenti (Vedi episodio 1), avrete visto che definire la domanda di ricerca è importante soprattutto per capire che tipo di lavoro portare avanti. Una volta identificata la domanda di ricerca, bisogna scendere sul campo, sia a livello teorico che a livello empirico.

I capitoli teorici servono ad “inquadrare il tema” e a capire cosa è stato detto dalla letteratura prima di noi. E’ un modo per comprendere gli approcci del passato e catturare la novità di un tema. E’ già stato detto? Da chi? Cosa hanno detto? Quanto tempo fa? Se ne parla ancora?

Una prima lettura del tema può essere fatta sul database di Google Scholar (scholar.google.it), che offre la possibilità di selezionare contributi per data, pertinenza, ordine, e parole chiave.

Se su Google Scholar si cerca “innovazione delle startup” inserendo le virgolette, la ricerca sarà mirata ad individuare tutti i contributi che contengono la locuzione innovazione delle startup. In questo modo si può circoscrivere il tema sia a livello di keywords che a livello temporale (selezionando un intervallo predefinito).

La ricerca su Google Scholar può dare molti risultati oppure confondere le idee. Possono esserci libri, paper, atti a conferenza, disponibili oppure non disponibili. Per avere la certezza che i contributi possano essere letti, è sufficiente entrare nelle risorse elettroniche e nella biblioteca online del proprio ateneo universitario e cercare delle banche dati autorevoli. Per studi di Management e Marketing ci sono le seguenti banche dati: JStor, EBSCO e ABI/INFORM. Si possono effettuare anche ricerche avanzate per titolo e per abstract.

L’obiettivo è selezionare quanti più contributi si riescono a trovare (inerenti al tema di ricerca), leggerli e ricordare di segnare ciò che ritenete importante citandolo. Infatti, avere molte fonti non è affatto negativo, anzi. Avere tante fonti da citare significa aver letto tanto e aver capito quanto è rilevante un determinato tema. Nessun professore si aspetta che si inventino concetti tradizionali di marketing, pertanto se si parla del vantaggio competitivo (Porter, 1985) è importante citare l’autore, così come se si dice che il fast fashion (Cachon & Swinney, 2011) considera la capacità di produzione rapida in risposta alle ultime tendenze dei consumatori.

Il consiglio è pertanto scaricare tutti i contributi dai database, leggere abstract, review della letteratura e discussione, segnare tutte le citazioni e non dimenticarle mai. Questo aiuterà nella stesura di tutto il capitolo teorico sul tema. L’obiettivo del capitolo teorico è dare al lettore e a voi stessi una overview sul tema oggetto di analisi.

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