Marketing

Il gap di competenze digitali in Italia: i numeri

programmatori al pcAbbiamo già parlato del rapporto tra marketing tradizionale e marketing digitale in un precedente articolo (che trovate qui). In questo nuovo articolo, parliamo invece del divario digitale che esiste in Italia. Già nel 2011 il professor George Day aveva confermato che le organizzazioni non sono al passo con gli effetti dirompenti dei clienti con tecnologia avanzata, con nuovi media, canali e con un’enorme quantità di dati disponibili oltre la loro capacità di comprensione e utilizzo. Ancora oggi è stabile il divario di capacità di marketing che esiste tra l’accelerazione della complessità dei mercati e la loro limitata capacità di rispondere alle richieste dei consumatori.

Quindi, quanto è rilevante il divario del marketing digitale in Italia?

L’Italia sta sperimentando un gap di capacità che, anche se è stato ridotto, è ancora evidente. Secondo l’Istat, oggi il 65,3% degli italiani usa internet e il 71,7% delle famiglie italiane ha accesso alla rete internet. In generale, secondo l’indice digitale UE, l’Italia è al 25 ° posto su 28 paesi a partire dal 2015 e la sfida principale è colmare il vuoto sulla mancanza di competenze digitali. In particolare, l’AGID (Agenzia italiana per l’ambiente digitale) mira a promuovere l’Europa verso un modello di competenze basato sul digitale. L’European Digital Competence Framework (DigComp) rappresenta proprio lo strumento che si propone di monitorare le competenze digitali dei cittadini, il che significa avere competenze in tutti i settori. È stato sviluppato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea e nel DigComp 2.0 identifica un elenco di 21 competenze, identificate in cinque aree principali di competenza: 1. Informazionee alfabetizzazione dei dati; 2.Comunicazione e collaborazione; 3. Creazione di contenuti digitali; 4. Sicurezza; 5. Risoluzione dei problemi. Nel 2016, solo il 28,3% degli utenti di Internet registra elevate competenze digitali, mentre la maggior parte degli utenti ha competenze di base (35,1%) o basse (33,3%).

Il processo di digitalizzazione e il mondo delle imprese

Una recente ricerca afferma che il livello di digitalizzazione delle imprese italiane è ancora basso, soprattutto nelle piccole imprese e a livello di processi e informazioni (e comunicazioni), confermando un ritardo culturale dell’Italia verso la digitalizzazione (Ipsos, 2018). La leadership elettronica (-22%), l’offerta di competenze digitali (-19%), l’ecosistema delle startup (-14%), la trasformazione digitale (-4%) sono alcuni dei valori negativi in ​​Italia rispetto all’Europa.

In che misura le competenze digitali influiscono su una singola professione?

L’Osservatorio italiano sulle competenze digitali ha analizzato il modo in cui i settori delle TIC e non ICT stanno affrontando il cambiamento e ciò che emerge dai posti di lavoro vacanti. Secondo lo studio, le competenze digitali possono essere fondamentali, se sono correlate all’uso di base dei computer, come ad esempio un processore Office o Word, più basato sulla comunicazione e relativo all’uso di piattaforme e strumenti (CMS, WordPress, Joomla ecc. ) o tecnico. Le competenze tecniche sono più legate ai profili di lavoro tecnici e includono competenze di programmazione (C ++, Python, Java ecc.). Database, competenze di programmazione web (HTML, CSS, PHP ecc.). Nelle professioni non ICT c’è un divario crescente tra le professioni, con un valore medio di DSP del 16%. Lo studio sottolinea anche i principali trend tecnologici che guidano e influenzano l’introduzione e la riqualificazione delle competenze: cloud computing, economia mobile e delle app, internet delle cose, sicurezza informatica e big data. Il cloud computing è un motore molto importante sia per le aziende industriali sia per le società di servizi.
Di conseguenza, c’è una crescente mancanza di competenze tecniche e manageriali che potrebbero guidare tutti i cambiamenti nei modelli di business e nei modelli organizzativi. Manca ancora la capacità di sviluppare previsioni di mercato in un ambiente altamente complesso, di supportare processi interni migliori, di allineare le strategie con le evoluzioni tecnologiche.

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