Cultura generale

Cosa potrebbe cambiare la nostra vita nei prossimi 5/10 anni?

Vi siete mai chiesti come sarà la nostra vita tra 5 o forse 10 anni? Le parole del futuro saranno automazione smart.


“Tutti questi cambiamenti sono sconcertanti! Non so mai con certezza che cosa diventerò fra un momento.”

Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie

Ciò che potrebbe modificare fortemente la nostra vita nei prossimi 5/10 anni è l’intelligenza artificiale, con l’automazione “predittiva”, ovvero la possibilità che l’IoT si integri con sistemi di predizione dei comportamenti delle persone in modo da creare comportamenti e/o risposte a input ad personam e pensate per ogni singolo individuo.

Oggi, nel 2019, l’intelligenza artificiale è utilizzata in molti dispositivi, come gli assistenti virtuali, i cellulari, le auto con guida autonoma etc., ma resta spesso un concetto di nicchia piuttosto che una soluzione a portata di ogni singolo individuo, per vari motivi non strettamente economici. Potenzialmente si possono far parlare tutti gli oggetti di una casa/appartamento o bene mobile di un individuo ma, all’atto pratico, ancora in pochi lo fanno o comunque lo utilizzano solo parzialmente.

I virtual dash button di Amazon nel 2019
https://images.app.goo.gl/6EfqA8puzZVRSMJv5

Un primo passo verso l’automazione è stato il dash button di Amazon lanciato nel 2015 (ve lo ricordate), che con il suo collegamento WI-FI, consentiva di ordinare e ricevere a casa in due giorni oggetti di uno specifico brand semplicemente premendo un bottone, ma che non ha avuto moltissimo successo perché sperimentato in un periodo prematuro e perché oggettivamente un po’ limitante, consentendo di compiere solo un’azione alla volta (o per bottone). Oggi Amazon sta sperimentando i virtual dash button, disponibili per i clienti Prime. Un caso simile c’era stato con i Google Glass.

In futuro e probabilmente fra meno di 10 anni, telecamere, chip, sensori e microprocessori genereranno e interpreteranno in maniera predittiva i dati sulla base delle esigenze e dei bisogni delle singole persone.

Poiché uno dei principali desideri delle persone è poter risparmiare tempo, sia nelle decisioni più complesse che nei comportamenti quotidiani, un sistema di intelligenza artificiale predittivo, combinato all’IoT, potrebbe sostanzialmente modificare la vita di molti individui in ogni fascia d’età e con ogni tipologia di mobilità fisica (e anche in casi di limitazione di mobilità fisica).

Per fare un esempio, fra dieci anni potremmo immaginare una casa totalmente automatizzata, in cui la persona gode dell’ambiente casalingo senza avere più le incombenze della manutenzione e della pulizia quotidiane. Potrebbe essere un ambiente in cui la sveglia imposta le ore di sonno dialogando con lo smartwatch in base alla tipologia di giornata trascorsa e in base agli impegni della giornata successiva. Immagineremmo una cucina smart alla portata di tutti (avete visto il progetto di cucina smart con il progetto di Moley Robotics? Cliccate qui per vedere il loro sito) che prepara i pasti in base a un piano di alimentazione impostato con i parametri vitali dell’individuo (e magari con la presenza di un nutrizionista fisico ma smart), in cui gli alimenti sono disponibili grazie alla lista della spesa fornita dal frigo (sappiamo già che esistono i frigoriferi smart, tra cui quelli di Samsung) e dalla dispensa smart e mandata sull’online ai principali servizi di delivery e marketplace preferiti dall’utente.

Lo Smart Robot di Moley Robotics

https://images.app.goo.gl/2LHsnMKtNYz727wp8

Immaginiamo il guardaroba smart (il progetto Threatroab, ecco qui un articolo che ne parla), un sistema di pulizia semi-indipendente, l’attività lavorativa più smart e legata molto più ai cloud, molto più smobilizzata dalla sede fisica così come più smart potranno essere le attività ludiche, impostate grazie all’intelligenza artificiale sulle preferenze delle persone.

Un cambiamento incrementale di questo tipo potrebbe avere ripercussioni su molti modelli di business, che dovrebbero trasformarsi ed adattarsi con nuove competenze ai cambiamenti tecnologici. Ad esempio, modelli attualmente basati esclusivamente (o prevalentemente) sulla vendita fisica in-store potrebbero subire delle modificazioni in futuro, soprattutto nelle grandi città e nei poli tecnologici. Sulla base dell’evoluzione delle vendite, sebbene ad oggi il tasso di penetrazione dell’online e del mondo e-commerce si aggiri attorno al 18% circa e la maggior parte della vendita venga ancora fatta offline e in punto vendita fisico, si potrebbe assistere a un sostanziale cambiamento del modello di vendita, trasformando il negozio fisico in semplice vetrina per chi ha intenzione di visionare i beni, ritirarli da una spedizione online o cambiarli/ modificarli. È in un certo senso l’evoluzione dell’esperimento che sta facendo Zara del gruppo Inditex nei suoi principali punti vendita, tra cui quello storico di Milano in Via Vittorio Emanuele. Il modello è però trasferibile anche ad altri settori, come l’automotive, che in futuro potrebbe affrontare un cambiamento della sua supply chain, e quindi della figura del dealer concessionario e del rapporto tra consumatore finale e casa madre.


Con una tale presenza di dati e di informazioni sugli individui, sarà poi fondamentale seguire l’onda di due temi caldi in questo periodo: ampliare la sicurezza cyber per evitare che attacchi esterni possano arrivare a controllare la vita delle persone e focalizzarsi sul come rendere il pianeta un posto migliore attraverso approcci più sostenibili a partire dalle singole persone, seguendo gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (qui maggiori informazioni), grazie alla tecnologia.


Voi cosa ne pensate? In cosa cambierà secondo voi la nostra vita nel futuro?

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